Magica Myanmar (Burma)

Qualche anno fa in una rivista di viaggi ho trovato un articolo sul Myanmar (Burma). Raccontava di un posto antico, sospeso nel tempo, privo di quasi tutto quello che la maggior parte di noi dà per scontato (incluso la libertà), ma con una storia e una ricchezza culturale enorme. E di un popolo gentile e di una spiritualità immensa, nonostante tutto quello che li stava succedendo.

Tra lo sfogliare quella rivista ed oggi sono passati un po’ di anni, tanti altri viaggi e finalmente il momento è arrivato: ho spuntato Myanmar dalla mia bucket list ♥

Non ho trovato esattamente il Myanmar della rivista. Si sono liberati da un regime oppressore e passati a un governo semi-civile nel 2011 che li ha permesso una maggiore apertura al mondo. Il turismo è in fortissima espansione (anche se c’è ancora tanto da fare) e questo sta cambiando anche il paese ad una velocità impressionante. Una edizione di una qualunque guida di 1 anno fa è probabilmente già obsoleta, ma il Paese è ancora affascinante e ricco di contrasti tra la tradizione e la modernità e le sue persone sono tuttora dolci e sorridenti.

Geografia 

ll nome ‘ufficiale’ è Republic of the Union of Myanmar, ma è meglio conosciuto come Myanmar, Birmania o Burma. ll Myanmar confina con l’India e il Bangladesh a Ovest, Laos e Thailandia a Est e con la Cina a Nord. Il sud è bagnato dal golfo di Bengala e dal mare delle Andamane.

Quando andare

Il Myanmar ha un clima monsonico diviso in 3 stagioni:

  • Inverno (alta stagione, con temperature miti): da metà Ottobre/Novembre a Febbraio
  • Estate (bassa stagione, calda ed umida): da Marzo a metà Maggio/Giugno
  • Stagione delle Piogge (piove…tanto, e fa comunque caldo): da Maggio/Giugno a Settembre/Ottobre

Approfittando di una serie di festività e ponti siamo riusciti a ricavare 10 giorni di ferie a fine Aprile, precisamente dal 22 Aprile e rientrati al 1 Maggio, quindi piena estate. È vero che fa caldo ed è umido ma ha il grandissimo vantaggio che si possono visitare i diversi posti senza una folla di turisti affamati di selfies, evitare la coda anche per la cena e costa meno.

Quindi se non è la vostra prima esperienza in Asia e non avete paura di sciogliervi un po’ , l’estate è assolutamente da considerare. Da evitare assolutamente la stagione delle piogge, avendo visto le infrastrutture che hanno e i livelli dove arriva l’acqua in quel periodo.

Documenti

Per andare in Myanmar non ci sono più pratiche complesse, serve un passaporto valido almeno 6 mesi, un visto (e-visa), che può essere richiesto online qui.

L’e-Visa è valido per 3 mesi dalla data di emissione e per un massimo di 28 giorni di permanenza e costa 50 USD. Non serve per prenotare i biglietti d’aereo, noi lo abbiamo fatto 15 giorni prima della partenza. Ci è arrivato via email 2 giorni dopo, va stampato e portato con voi.

Ci sono ancora alcune aree di accesso limitato dove servono ulteriori autorizzazioni, troverete la lista completa qui.

Come arrivare e come spostarsi

A meno che non siete in Thailandia, arriverete sicuramente in aereo ad uno dei 3 aeroporti internazionali: Yangon, Mandalay o Nay Pyi Taw (la capitale).

Noi siamo arrivati a Yangon e rientrati da Mandalay, con un volo della Etihad con scalo ad Abu Dhabi e Bangkok (circa 18 ore di viaggio, scali inclusi). Da Bangkok abbiamo preso un volo dalla Myanmar National Airways per Yangon. È stato un po’ rischioso perché avevamo solo 2 ore tra i voli e, non essendo un volo operato dalla stessa compagnia ci toccava passare l’immigrazione, prendere le valigie e rifare il check-in. Ci è andata bene ma 2 ore è veramente il minimo (con un po’ di stress incluso), meno è impossibile.

Siamo rientrati da Mandalay, sempre con scalo a Bangkok e Abu Dhabi. Una regola che seguo sempre e consiglio: pianificate in modo ad arrivare alla città di partenza del vostro volo internazionale almeno il giorno prima. Meglio non rischiare principalmente se avete scali successivi.

Bangkok è lo scalo più comune e ci sono diversi voli sia per Yangon che per Mandalay.

Per i trasferimenti all’interno abbiamo sempre usato l’aereo per minimizzare il tempo di spostamento dato che avevamo solo 10 giorni e 4 tappe da fare. Anche se un po’ dappertutto stanno facendo nuove strade, in auto (o treno) è ancora troppo lunga; per esempio, da Bagan ad Heho (Inle Lake) (circa 300 Km) ci vogliono minimo 6 ore per farlo in macchina, in aereo sono 30 minuti.

Ero un po’ preoccupata con l’aereo in quanto avevo letto che gli standard di sicurezza non erano il massimo. Invece abbiamo sempre volato senza problemi (Air KBZ) e puntualissimi (tranne in uno dei voli interni che ci hanno semplicemente spostato a quello successivo senza spiegazioni (probabilmente non avevano abbastanza passeggeri, ed hanno compattato due voli). In altri paesi asiatici ho volato in aerei che sembravano incollati con il nastro adesivo (letteralmente!) quindi è stata una buona sorpresa.

Se non volete proprio prendere l’aereo meglio se vi concentrate in un’unica zona: a sud o a nord, ma entrambi non ce la farete se avete solo 10 giorni.

L’itinerario – Myanmar: giorno per giorno

Siamo partiti da Venezia il 21 Aprile e siamo arrivati a Yangon il 22 Aprile. Il rientro da Mandalay con partenza il 1 Maggio e arrivo a Venezia il 2 Maggio. Il nostro itinerario è stato sfidante, perché 10 giorni (in pratica 9 giorni pieni) non sono tanti per un viaggio del genere. Eravamo un po’ indecisi all’inizio su quanti giorni fare in ogni città ma alla fine si sono rivelati ben bilanciati.

Yangon (2 giorni) → Bagan (2 giorni) → Inle Lake (3 giorni)Mandalay (3 giorni)

Di solito ci piacciono i viaggi fai da te ma avendo pochi giorni, e poco tempo per pianificarli, abbiamo deciso di trovare una agenzia di viaggi locale che ci ha aiutato ad organizzare l’itinerario, guida ed autista.

Non ci siamo pentiti, se non lo avessimo fatto penso avremo visto metà di quello che abbiamo visto, perché non è facile decidere quali delle migliaia di pagode, templi e monasteri visitare e quali tralasciare.

Costa un po’ di più , ma tenetelo in considerazione se avete poco tempo.

La guida, secondo me, è assolutamente necessaria in tutti i posti che abbiamo visitato. Si visitano posti con una cultura, religione e modo di vivere talmente diversi dai nostri e senza le spiegazioni ed i racconti delle guide l’esperienza del viaggio rimane incompleta. C’è una storia dietro ogni immagine, tempio, villaggio; che uno ci creda o no fa parte della magia del posto.

Per quanto riguarda l’autista, se dovessi rifarlo, lo terrei a Bagan e Mandalay. Ad Yangon non ci è servito tanto perché i siti che avevamo pianificato da visitare erano tutti dentro la città. Non si può fare tutto a piedi ma i taxi costano piuttosto poco, abbiamo pagato in media Ks 2000 – Ks 3000  per viaggio (1.40€ a 2€). Inle Lake, come dice il nome è un lago, quindi vi serve una barca non un’auto.

Avendo la possibilità aggiungerei qualche giorno per fare un po’ di spiaggia, al Sud dove ci sono molte isole ancora (ma forse per poco) inesplorate.

Valuta e costi

La valuta del Myanmar è il Kyat (si pronuncia ‘ciat’).

Ad oggi gli ATM si trovano in aeroporto, e senza difficoltà nelle principali città. Negli hotel moderni, in qualche ristorante o negozio di souvenir per turisti si può pagare con la carta di credito, ma la maggior parte dei posti (attrazioni incluse) accetta solo soldi. Inoltre non tutte le carte funzionano (informatevi con la vostra banca prima di partire) e, solitamente, si paga una commissione per ogni prelievo.

Quindi portate un po’ di soldi da scambiare (euro o dollari) in banconote nuove o comunque in buono stato, a volte possono essere un po’ pignoli e non scambiarli se sono sgualciti.  Banconote di taglio alto 50/100€ vi potrebbero assicurare un tasso di cambio più favorevole.
Noi abbiamo cambiato soldi sia in aeroporto che più tardi in città, non c’era grande differenza nel cambio.

Il costo della vita in Myanmar è basso ma ovviamente dipende dal tipo di viaggiatori che siete. Io non ho problemi a mangiare nei mercati ma non lo faccio tutti i giorni, e non rinuncio a un buon letto e un bagno tutto mio.

Si mangia veramente con poco, noi abbiamo speso una media di 18€/giorno/2 pax (totale di circa 165€), mangiando anche in ristoranti, non solo nei mercati.

Se prendete una guida vi costerà 30€/40€ al giorno (per esempio a Inle Lake sembra che il prezzo cambi a seconda della stagione). Per gli accessi alle pagode /siti archeologici abbiamo speso circa 125€/2 pax.

Il costo degli hotel è un po’ sproporzionato rispetto al resto dei costi. A parte Yangon, dove era un 4 stelle, abbiamo alloggiato in 3 stelle in tutte le altre città. In totale abbiamo speso 710€ per 9 notti (media di 79€/notte).

Assicurazione

Per me è fondamentale fare una assicurazione di salute per il periodo del viaggio, in alcuni paesi è comunque obbligatorio, in altri non è obbligatorio ma i costi della assistenza medica sono talmente elevati che è un grande rischio non farlo. Vedetelo come un investimento non un costo, vi assicuro che non vorrete finire in un ospedale pubblico in Myanmar (nel ranking of health systems della WHO, occupava la posizione 190… di 191).

Ci sono diverse offerte online e c’è solo l’imbarazzo della scelta. Sembra scontato ma una delle cose da verificare è che effettivamente la polizza copra i(l) paesi(e) che andate a visitare.

Per quanto riguarda le coperture da considerare dipende dal tipo di viaggio, di solito per destinazioni remote prendo sempre polizze che includono, per esempio, assistenza 24/7, rimpatrio/evacuazione, ricovero in ospedali privati. Se siete amanti di sports estremi forse è buona idea verificare quali attività sono coperte, per esempio. E siete soliti a prenotate viaggi con grande anticipo (non è il mio caso, sono tremendamente disorganizzata e un po’ troppo spontanea su questo aspetto) forse è buona idea considerare una assicurazione che vi copra anche la cancellazione del viaggio.

Leggete bene la polizza (in particolare le esclusioni) e se la comprate online, verificate se non dovete comunque firmare e reinviare la polizza perchè sia attiva (lesson learned).

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