Bagan – Giorno 3

Mercato di Nyaung U  Pagoda Shew zi gone ♥ Gubyaukgyi  Htilominio  Thatbyinyu Ananda Phaya Pagoda Shwe San Daw Gawdapalin

Abbiamo preso il volo delle 8:00 da Yangon per Bagan (sveglia alle 5:30 del mattino, peggio di quando vado al lavoro), arrivati al minuscolo aeroporto di Nyaung U alle 9:20 dove ci aspettava la nostra guida – Win.

All’arrivo è necessario comprare subito l’ingresso per il sito archeologico di Bagan. Costa Ks 25’000 (17€) ma è l’unica cosa che pagherete. E’ valido per 5 giorni e va mostrato quando viene richiesto. Ce lo hanno chiesto al Ananda temple e alla Shwesandon Pagoda, negli altri templi no. Comunque voglio credere che i soldi che ho pagato serviranno per la manutenzione di questo posto spettacolare (e ne hanno veramente bisogno) e sono contenta di contribuire.

Solo una nota su come muoversi a Bagan. Devo dire che qui l’auto con l’aria condizionata ha fatto la differenza, se non siete amanti dal caldo (e budget permettendo) è molto conveniente. Anche se una delle guide ci ha detto che dal 2018, per questioni di conservazione/manutenzione del sito archeologico non sarà più permessa la circolazione di auto.

Altrimenti  le alternative sono: a piedi (impossibile!), la E-Bike, la bicicletta o il calesse.

Le E-bike le abbiamo viste a Ks 8000/giorno (5,50€), in hotel è un po’ più caro, le biciclette immagino costino un po’ meno (ma lo sforzo sarà sicuramente maggiore). Verificate bene prima di prenderle che siano a posto, non penso sia divertente trovarsi con una ruota bucata in mezzo al nulla. E ricordatevi che gli accessi ai templi non sono asfaltati, sono tipo outback, quindi non è proprio una passeggiata nel parco, forse un po’ di allenamento prima non guasterebbe.

Il calesse, per un spostamento corto ok, ma tutta una giornata a cavallo non fa per me, è troppo scomodo.

Al nostro arrivo il tempo era un po’ coperto, e come avevamo già capito a Yangon, è una benedizione. Dall’aeroporto alla città di Nyaung U sono 10 minuti. Li abbiamo fatto il nostro primo stop al mercato locale, il Mercato di Nyaung U. E’ un tipico mercato di villaggio, molto rustico ed autentico, pieno di colori, frutti strani e molto più organizzato dei mercati di Yangon.  Anche meno turistico (per lo meno in questo periodo dell’anno).

I colori del Mercato di Nyaung U
Shopping al Mercato di Nyaung U

Fatto subito l’acquisto di un vasetto di thanakha. E cosa è questa thanakha? E’ una pasta giallastra ottenuta dalla frizione della corteccia dell’albero con lo stesso nome su una pietra bagnata con l’acqua. Promette pelle liscia, protezione solare, eliminazione di brufoli e sostituto di make-up. E ha pure un buon profumo (simile al legno di sandalo).  Fa di più di tutti i cosmetici che ho al prezzo di 2€, come potevo resistere a comprarla? Ed è come il longyi, un fantastico ice-breaker.

Thanakha, il cosmetico del Myanmar
La mia prima thanakha

Dopo la visita al mercato, ancora in Nyaung U, visitiamo la Shwe zi gone Pagoda anche conosciuta come Golden Pagoda, costruita nel secolo XI e dove c’è anche una reliquia del Buddha. La leggenda racconta che il Re non sapendo dove costruirla fece partire un elefante bianco (considerato sacro dai buddisti) e nel punto in cui si fermo’ fece costruire la pagoda. E’ molto golden in effetti.

Shwe zi gone Pagoda

Proseguiamo verso il sito archeologico di Old Bagan. Win ci racconta che che ci sono 3122 pagode (o come dice lui, “the magic number three one two two”) sparse in un area di 42 km². Nel 1975 c’è stato un grande terremoto che ha danneggiato tante stupe. E’ stato fatto qualche lavoro di restauro ma a un certo punto i generali che governavano il paese avevano altre priorità. Purtroppo l’anno scorso (il 25 Agosto 2016) ne hanno avuto un’altro di magnitudo 6,8 che ha di nuovo colpito diversi templi. Infatti si vedono tantissimi templi coperti da impalcature anche esse un’opera d’arte, fatte esclusivamente in bamboo.

Mentre l’auto si addentra in Old Bagan sai di essere entrato in un posto speciale. Ovunque il tuo sguardo arrivi vedi queste campane che spuntano maestose in mezzo a un terreno deserto e di colore ocra. Ce ne sono di tutte le misure, maggiormente di mattoni rossi ma anche bianche e dorate.

Un posto speciale…

Sono state erette dai re ma anche dalle famiglie che abitavano li (ormai dentro le mure non ci abita praticamente nessuno, la popolazione è stata (non volontariamente !) spostata a New Bagan nel 1990. Il che è un po’ un contro senso perché alcuni hotel sono rimasti, voi che dite…centreranno i soldi?.  Per I buddisti la costruzione di una pagoda è un modo per guadagnare meriti. La maggior parte dei templi sono stati costruiti tra il secolo IX ed XIII quando Bagan era la capitale del regno.

Rimarremo 2 giorni pieni a Bagan, ma servirebbero settimane per vederli tutti, non che sia il mio obbiettivo. Noi ci siamo lasciati guidare dalla guida, per chi decida di farlo da solo secondo me è importante decidere prima che pagode vedere e fare un minimo di itinerario per risparmiare tempo ma principalmente energie, non credo sia divertente, con il caldo che fa andare avanti e indietro senza direzione.

Mappa Bagan

È impossibile ricordarsi (almeno per me) tutti i nomi dei templi e dopo qualche giorno associare i racconti ai templi corretti, ma non mi sono preoccupata di questo. Alla fine quello che conta è il momento e le memorie collezionate, lascio che parlino le immagini.

Gubyaukgyi (Wet-Kyi-Inn) 

Anche le impalcature in bamboo sono belle da vedere
Gubyaukgyi (Wet-Kyi-Inn)
Il lato più commerciale di Bagan

Win ci porta in una pagoda, in mezzo al niente, che per me è rimasta pagoda senza nome, dove possiamo salire per fare qualche foto indisturbati. Non ci sono tante pagode dove ci si può arrampicare perché, da un lato è pericoloso in quanto non si sa quanto danneggiate siano, dall’altro il fatto che tante persone si arrampichino le danneggia ulteriormente.

Comunque non serve andare tanto in alto, la vista è fantastica anche dalle pagode più piccole.

La “nostra” pagoda senza nome…
Vista dalla “nostra” pagoda senza nome
Semplicemente magico!
Io ed A.

Htilominlo Guphaya

Htilominlo Guphaya – il dettaglio della impalcatura è favoloso
Dettagli…Piccolo Buddha
Grande Buddha

Pausa per pranzo al ristorante Golden Myanmar. E’ frequentato tanto da stranieri (le guida di solito si fermano lì) ma anche da locali. Si mangia bene, scegli il piatto principale e i contorni, riso e la solita zuppetta arrivano in omaggio. Abbiamo speso Ks 10’400 (7€).

Pranzo al Golden Myanmar

Erano le 13:00 e faceva davvero caldo e quindi abbiamo deciso di fare una pausa e approfittare della piscina dell’hotel per recuperare le forze fino alle 15:30. Un viaggio non deve essere una sofferenza e una corsa contro il tempo per vedere tutto, mi concedo anche dei momenti di dolce fare niente e sono meravigliosi.

Riprendiamo verso le 15:30 e l’itinerario include Thatbyinyu, Ananda Phaya,  Shwe San Daw e Gawdapalin. Tutte pagoda bianche tranne Shwe San Dawn.

Thatbyinyu è dentro le mura di Old Bagan ed è la pagoda più alta di Bagan.

Thatbyinyu

Ananda Phaya, è il tempio meglio tenuti di Bagan (qui c’è un controllo biglietto). Si distingue degli altri perchè le sue pareti esterne sono state pulite e sembra nuovo. E’ davvero bello. Al suo interno ci sono delle statue di Buddha in piedi di 11 metri di altezza.  Lungo le sue pareti si trovano delle nicchie con statuette che raccontano la storia di Buddha, come la 23 che racconta della madre che sogna l’elefante bianco. Senza qualcuno che racconti queste storie tutti i templi diventano un po’ anonimi.

Ananda Phaya
Ananda Phaya, in constante manutenzione
I Buddha di Ananda

Come veri turisti, tramonto sulla Shwe San Daw Pagoda. E’ dove vengono tutti quindi vedrete bus che arrivano pieni di turisti e anche qui controllano il biglietto. Pieno di gente e di venditori ambulanti, l’arrampicata è agevolata dai corrimani, si vede che è stata ‘arredata’ per il turismo. E’ poco spirituale ma merita per la vista che è molto bella (peccato solo per  il parcheggio degli autobus che ti rovinano un po’ le foto). Ci sono 5 piani, quando siamo stati il quinto era in ristrutturazione comunque tra il terzo e il quarto non c’è grande differenza per la vista, il quarto è solo più affollato.

Shwe San Daw Pagoda – la pagoda del tramonto
Bambina alla Shwe San Daw Pagoda

Il tramonto è stato un flop, era un po’ nuvoloso e quindi a metà discesa il sole è stato coperto delle nuvole e bye bye tramonto. Siccome volevamo comunque capire se era così magico visto da quel punto, siamo tornati il giorno dopo che c’era un sole splendente…insomma ne ho visti di più belli e magici.

Viste dalla Shwe San Daw Pagoda
Anche lui non può resistere…

Shwe San Daw merita per le foto, indipendentemente dal tramonto, per quello se trovate un posto più tranquillo (anche se più basso o nella riva del Ayeyarwady, per esempio, il bar del nostro hotel) forse lo godrete di più.

Tramonto sulla riva del Ayeyarwady

Per terminare la giornata abbiamo visitato un’ altra pagoda bianca, Gawdapalin, molto suggestiva di notte tutta illuminata.

Gawdapalin Pagoda

Rientrati in hotel ci hanno offerto la cena e siccome eravamo stanchi ed io anche un po’ febbricitante ne abbiamo approfittato. Non lo consiglierei, non ho mangiato così bene e, in confronto con i ristoranti fuori, è caro. Non è una buona relazione qualità-prezzo.

Quella notte c’era un po’ di temporale e quindi neanche la vista del fiume abbiamo potuto godere durante la cena perché hanno spostato tutto dentro.

A domani, secondo giorno a Bagan, e sogni d’oro!

 

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