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Naoshima: tappa dell’arte contemporanea – The World of S

Naoshima: tappa dell’arte contemporanea

Naoshima è una delle art island del Seto Island sea. Ci sono 12 isole ma le più famose sono Naoshima e Teshima che fino a qualche anno fa non erano che piccoli villaggi di pescatori mentre oggi sono dei musei a cielo aperto, tappe obbligatorie per gli amanti dell’arte contemporanea.

Naoshima non è proprio vicina a Kyoto e non è nemmeno facilissima da raggiungere quindi se non vi interessa per nulla l’arte contemporanea probabilmente non varranno la pena le quasi 3 ore e mezzo di viaggio per arrivarci, tra treni e ferry.

Prendiamo il SHINKANSEN HIKARI 493 delle 8:00 (quindi sveglia alle 7:00 come per andare a lavorare) fino a Okayama. Aspettiamo circa mezz’ora per il prossimo treno verso Chayamachi e da li prendiamo un altro treno fino a Uno, dove arriviamo alle 10:37. La stazione del treno è a cinque minuti del porto dove si prende il ferry. Non abbiamo prenotato i biglietti e non è servito, sono navi grandi con molti posti per i passeggeri. Prendiamo il ferry per il porto di Myanoura alle 11:00 e alle 11:20 siamo a Naoshima.

Da casa avevo prenotato le biciclette elettriche a questo sito (consigliate perché c’è qualche collinetta ripida da fare) e siamo stato fortunati perché c’era una giornata bellissima, proprio da stare all’aperto.

Vale la pena dare un’occhiata al sito del Benesse Art Site, ci sono diversi suggerimenti sui percorsi da fare e molte informazioni sui musei.

Noi abbiamo scelto il percorso Art House Project, Chichu Art Museum e per ultimo Benesse House Museum.

L’Art House Project comprende sette case trasformate da artisti in opere d’arte, ognuna con la sua propria identità. E’ necessario comprare un biglietto e solamente per visitare la Kinza è obbligatorio fare la prenotazione a questo sito.

Bisogna andare con uno spirito aperto, l’arte va interpretata in modo molto personale.

Sempre nella zona dell’ Art House Project, non lontano da Minamidera , una delle casa del progetto, si trova il Ando Museum. Se non sapete nulla di quest’architetto fautore di un paradossale minimalismo grandioso e artefice della progettazione dei bellissimi musei di Naoshima, questo piccolo museo è un ottimo modo per conoscerlo.

Proprio davanti alla Minamidera vediamo il cartello che indica il Cafe Salon Naka-Oku e decidiamo di fermarci per pranzo. Il posto è a 5 minuti da Minamidera, un po’ in salita e da fuori pare una casa privata e non un ristorante. Ma dentro è molto, molto carino e si mangia bene.

Dopo pranzo andiamo in cerca della famosa Yellow Pumpkin, la zucca a pois, dell’artista giapponese Yayoi Kusama, che io personalmente non conoscevo ma di cui sono diventata fan.

La famosa zucca si trova su un pontile sulla spiaggia e, ovviamente, c’è la coda per farsi la foto. Ma chi può resistere? Super instagramabile!

Fatta la foto alla zucca affrontiamo la collina che porta al Chichu Art Museum. Qui ho ringraziato il cielo di aver preso la bici elettrica, a meno che non siate dei campioni di tappe di montagna in bicicletta. Fidatevi: non ci pensate nemmeno a pedalare senza assistenza del motore.

E’ possibile (e consigliabile in alcuni periodi come la Golden week) prenotare il biglietto per il Chichu Art Museum. Io ci ho provato con 10 giorni di anticipo ed era già sold out. Questo non vuole dire che non ci siano biglietti, infatti alla fine sono riuscita a comprarlo sul posto. Se non volete rischiare di perderlo, e vi assicuro che non lo vorrete, pianificate la visita per tempo.

Il museo, disegnato da Tadao Ando ha come esposizioni permanenti opere di Claude Monet, James Turrel, Walter de Maria ed è lui stesso un’opera d’arte. Interrato praticamente dentro la collina, dalle linee semplici è in perfetta armonia con quello che lo circonda perché quasi invisibile. Veramente geniale.

L’ultima tappa è la Benesse House Museum. Bisogna lasciare la bici all’entrata (noi siamo entrati nella north gate) e fare cerca 25 minuti a piedi: c’è un po’ di salita ma niente di impossibile. La Benesse House Museum è un museo con un hotel e le sue opere d’arte non sono solo all’ interno delle sue pareti ma un po’ dappertutto: nel giardino, in spiaggia. Gli ospiti dell’hotel possono visitare il museo dopo la chiusura, ma quanto deve essere bello. Io ci ho provato ma, anche se non costa poco, era già tutto pieno! Sarà per la prossima volta.

Rientriamo al porto perché dobbiamo consegnare le biciclette alle 18:00. Vicino al porto di Myanoura si trova il Naoshima Bath “I♥︎湯”, e l’idea iniziale era andare a fare un bagnetto rilassante prima di prendere il ferry, ma era chiuso per manutenzione. Peccato.

Quindi sostituiamo il bagnetto con la birra e troviamo un bar lì vicino (Little Plum se non sbaglio) perché aspettare al porto è troppo triste, non c’è proprio nulla.

Prendiamo il ferry alle 19:00 e siccome dovremo ancora affrontare 3 ore di viaggio e arriveremo a Kyoto alle undici e mezza passate decidiamo di cenare ad Uno. Vicino alla stazione c’è questo piccolo ristorante, Osakaya Shokudo, gestito da una famiglia dove abbiamo mangiato un buonissimo tonkatsu, un piatto giapponese che consiste in una cotoletta di maiale impanata e fritta.

E’ stata una giornata lunga e anche impegnativa, siamo esausti ma sono molto contenta di avere incluso Naoshima nell’itinerario. Sarebbe da aggiungere almeno un altro giorno per includere anche Teshima. Sarà per il prossimo viaggio.

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